Caravaggio : un mito universale a 446 anni dalla nascita

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Il 29 settembre 1571 nasceva a Milano colui che sarebbe stato destinato a divenire uno dei più celebri pittori di tutti i tempi : il suo nome era Michelangelo (probabilmente in onore di San Michele Arcangelo) Merisi o Ameringhi, detto il Caravaggio.

Nella sua breve e tormentata vita (tra l’ascesa personale ed il suo declino, il pittore morì a soli trentanove anni) Caravaggio ha creato una lunghissima serie di opere d’arte (in un lasso di tempo assai limitato) ; molte di queste, commissionate da uomini illustri con soggetti riguardanti per lo più la vita dei Santi, furono reinterpretate dal Caravaggio in chiave inedita e innovativa rispetto al passato.
Nelle sue opere troviamo infatti personaggi imperfetti e veritieri, con l’umanità che viene messa al centro della scena (con tanto di rughe e calli in risalto).
Oltre alla vita dei Santi sono celebri anche altri quadri come il Fanciullo con canestro di frutta, la Buona ventura, I bari, il Concerto, il Suonatore di liuto, il Bacco o il Ragazzo morso da un ramarro (giusto per menzionarne alcuni).

Ma ancor più dell’umanità dei propri soggetti, Caravaggio entrò nell’Olimpo dell’Arte per via dell’uso scenografico della luce , capace di creare profondità e dinamismo nei suoi dipinti quasi come se emanassero vita propria.
L’uso rivoluzionario della luce, che divenne un suo tratto distintivo, fu tale che in seguito diede vita alla corrente denominata appunto “caravaggismo” : una corrente capace di produrre opere originali ma anche di inflazionare il mondo (ed il mercato) dell’Arte affiancando il nome di Caravaggio ad opere mediocri di artisti minori, creando così dei veri e propri “falsi d’autore”.

Dopo un lungo periodo d’oblio, venne universalmente rivalutato e riscoperto solo a partire dal secolo scorso (con il ritrovamento di numerose opere autentiche ed originali del Caravaggio).
La scorsa settimana sono ricorsi 446 anni dalla nascita di Michelangelo Merisi e numerose iniziative si sono svolte in occasione della ricorrenza.

Aprendo una parentesi riguardo alla corrente caravaggesca , desidero citare una delle poche artiste donne dell’epoca, riscoperta soltanto in tempi molto recenti, ovvero Artemisia Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, post 31 gennaio 1654).
Nelle sue opere appare infatti chiara l’influenza della pittura del Caravaggio, soprattutto nella serie di dipinti sulle vendicative eroine bibliche (posteriori allo stupro subito dalla diciottenne pitturessa) , come la sua Giuditta che decapita Oloferne (conservata, nelle sue due diverse versioni, a Napoli e a Firenze).


 

Caravaggio e la Chiesa di San Luigi dei Francesi : una personale riflessione 

Nel 1599 Caravaggio, grazie all’aiuto del cardinale Francesco Maria del Monte, ricevette la prima commissione pubblica per tre grandi tele da collocare all’interno della cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

I dipinti che Caravaggio doveva realizzare riguardavano episodi tratti dalla vita di San Matteo (ovvero il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e la Vocazione di San Matteo).

Non tutti sanno che, da qualche tempo, per ammirare quest’ultimi capolavori romani bisogna munirsi di spiccioli : l’innovativa e lucrosa trovata della Chiesa di San Luigi dei Francesi è infatti stata quella di aver dotato la cappella Contarelli di un sistema d’illuminazione “a tempo”, “obbligando”  i visitatori pertanto ad inserire monete (e pagare) per poter ammirare la bellezza del trittico caraveggesco esaltata dalla luce.
In questo modo il pubblico non può godersi appieno la meraviglia di queste opere perchè preoccupato del fatto che la luce potrebbe interrompersi da un momento all’altro.

A mio parere questo è un fatto ingiusto, poichè ritengo che la cultura debba essere un bene di tutti , anche di chi ha solo banconote con sé entrando in chiesa.

In conclusione, un mio personale “consiglio” : “munitevi di monetine, voi che entrate!”

Alessandra Diani per www.policlic.it

Fonte : Wikipedia

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