Accadde oggi – 8 gennaio 1790: George Washington tiene il primo discorso sullo Stato dell’Unione

Accadde oggi – 8 gennaio 1790: George Washington tiene il primo discorso sullo Stato dell’Unione

La Costituzione degli Stati Uniti, e in particolare l’articolo II, impone al Presidente di riferire al Congresso sullo Stato dell’Unione, indicando anche quali siano le misure e i provvedimenti più urgenti da prendere a suo avviso.

Il primo discorso sullo Stato dell’Unione venne pronunciato dal primo Presidente degli Stati Uniti, George Washington, l’8 gennaio 1790, davanti alle due Camere del Congresso in seduta comune. Questo primo discorso sullo Stato dell’Unione fu relativamente breve, superando di poco le mille parole, e proprio per questo motivo era limitato a una panoramica generale dei risultati raggiunti dagli Stati Uniti e delle sfide che attendevano la nazione nel periodo successivo. Washington poi mantenne l’usanza di parlare di fronte alle Camere negli anni successivi della sua presidenza, e così facendo fissò l’usanza secondo la quale una volta l’anno il Presidente avrebbe riferito sullo Stato dell’Unione.

Se questa tradizione non fu mai rotta, nel corso degli anni il discorso cambiò molto nello stile e nella sostanza. Già Jefferson decise di non pronunciare il discorso sullo Stato dell’Unione, ma di inviarlo in forma scritta – forse, si pensa, perché non aveva alte capacità oratorie – e per oltre un secolo questa prassi si impose. In questo periodo di discorsi inviati in forma scritta, la loro lunghezza crebbe esponenzialmente, raggiungendo anche le venticinque mila parole.

A rompere con la tradizione fissata da Jefferson fu Wilson, che nel 1913 tornò a declamare il discorso oralmente. Proprio dal 1913 al 1934 il rituale del discorso sullo Stato dell’Unione attraversò una fase di transizione, durante la quale le due forme, quella scritta e quella orale, si alternarono a seconda della volontà del Presidente di turno. Dal 1934, infine, Franklin D. Roosevelt tornò a usare esclusivamente la forma orale – riducendo contestualmente la durata a meno di settemila parole.

Le tradizioni fissate da Roosevelt si imposero, e ancora oggi vengono seguite in maniera piuttosto fedele. Anche dal punto di vista della durata, a eccezione di alcuni casi particolari, i discorsi non sono mai andati oltre le diecimila parole. Alcune novità, però, si susseguirono nel corso degli anni. Nel 1947, ad esempio, Truman pronunciò il primo discorso sullo Stato dell’’Unione trasmesso in televisione. Fu Johnson, invece, a spostare l’orario del discorso alla sera, per poter intercettare un pubblico maggiore. Proprio con la trasmissione televisiva dei discorsi, e lo spostamento in orario serale, essi cominciarono a rivolgersi sempre più esplicitamente non solo ai membri del Congresso, ma anche ai cittadini americani.

L’attuale Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha tenuto il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione il 1° marzo 2022, mentre ancora non è stata definita la data in cui pronuncerà il suo discorso per il 2023.


Riferimenti bibliografici 

Colleen J. Shogan, The President’s State of the Union Address: Tradition, Function, and Policy Implications, Congressional Research Service, 2015.

https://www.mountvernon.org/education/primary-sources/state-of-the-union-address/

Foto: Il primo discorso sullo Stato dell’Unione di Calvin Coolidge del 1923, pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Coolidge_first_message_LCCN2016848392.jpg?uselang=it

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