La comunità accademica internazionale si riunisce nel segno del progetto “Shadow of NORGE”

La comunità accademica internazionale si riunisce nel segno del progetto “Shadow of NORGE”

Un resoconto dei lavori svolti nel ciclo di webinar culturali promosso in ricordo dell’impresa del Norge

Si è concluso da pochi giorni il progetto che, dall’8 aprile fino al 14 maggio scorso, ha commemorato il novantacinquesimo anniversario dell’impresa del dirigibile Norge e del primo volo transpolare nella storia.
Shadow of NORGE, iniziativa organizzata dal GREAL – Università di Roma in collaborazione con partner ed enti istituzionali italiani ed esteri, sembra essere riuscita nel suo intento di celebrare in maniera innovativa la storia della trasvolata di Nobile, Amundsen ed Ellsworth avvicinando al contempo i giovani alla scoperta e allo studio di questa storia poco nota alle nuove generazioni.

14 Aprile 1926: il dirigibile NORGE ormeggiato ad Ekeberg (Oslo, Norvegia).
Fonte: Nasjonalbiblioteket/Flickr



Il successo dell’app Shadow of NORGE

Come riuscire nell’intento? I creatori e curatori del progetto “Shadow of NORGE” hanno ovviato alla questione attraverso l’ausilio della realtà aumentata e delle tecnologie per la geolocalizzazione.
Grazie a tali strumenti, “Shadow of NORGE” ha dato vita a un’applicazione per ripercorrere il viaggio del dirigibile Norge (fedelmente ricostruito e riprodotto in 3D sulla base dei disegni originali di Umberto Nobile) e offrire un’esperienza storica immersiva e dinamica a portata di smartphone.
Un obiettivo, quello immaginato dalla dottoressa Roberta Rodelli, creatrice dell’applicazione, raggiunto brillantemente e capace di suscitare grande successo negli utenti che ne hanno usufruito non solo in Italia ma anche all’estero: durante il percorso del NORGE sono arrivate infatti numerose foto dalle principali città coinvolte durante la trasvolata del dirigibile, incluse le località di Oslo (Norvegia) e San Pietroburgo (Russia).
Delle immagini che hanno lasciato senza fiato e che hanno sorpreso molto gli organizzatori del progetto, data anche una situazione pandemica che avrà reso non poco impegnativo effettuare i test e le rilevazioni.

Questo scatto, realizzato attraverso l’applicazione Shadow of NORGE, ritrae il modello del dirigibile Norge in volo ad Ekeberg, nei pressi di Oslo (Norvegia).
Fotografia di Ragnar Aas/Shadow of NORGE (p.g.c.)



Italia, Norvegia e Russia riunite nella memoria del Norge

La foto di dettaglio del NORGE nell’hangar di Ny-Ålesund permette di vedere sulla prua lo sportello di ispezione della groppa dell’involucro aperto e la fune di sicurezza che permetteva di salire sul dorso dell’aeronave anche durante il volo.
Una persona, forse l’attrezzista Renato Alessandrini, appare seduto sulle tele dell’involucro. Fonte: Centro Documentazione Umberto Nobile, Museo Storico Aeronautica Militare, Vigna di Valle (didascalia a cura del prof. Gianluca Casagrande)

La ricostruzione della spedizione non ha però perseguito un fine unicamente “ludico” ma è anche riuscita, all’interno del lasso di tempo della spedizione, a far dialogare i ricercatori e gli studiosi italiani e stranieri nell’ambito di un importante ciclo di webinar internazionali ed incontri culturali promossi dai rappresentanti istituzionali ed accademici di Roma, Oslo e San Pietroburgo.

Il consesso accademico ha permesso di offrire un contributo di grande importanza nella ricostruzione dell’impresa del dirigibile Norge, discutendone i suoi più vari aspetti tanto con i colleghi quanto con il pubblico di partecipanti, nonostante la sola partecipazione in formato digitale.

I lavori hanno avuto ufficialmente inizio l’8 aprile scorso, ovvero la data inizialmente prevista e indicata per la partenza della spedizione di Nobile, Amundsen ed Ellsworth, con il primo webinar internazionale che ha avuto sede – anche se in formato virtuale – nel Museo Umberto Nobile di Lauro, paese natale del trasvolatore.
Il webinar  “Custodians of the memory – I Custodi della Memoria” è stato presieduto dallo stesso direttore del Museo, il Professor Antonio Ventre.
Nell’evento, si è dato ampio spazio all’approfondimento delle preziosissime memorie familiari della spedizione del 1926, tramandate e custodite dai discendenti dei membri dell’equipaggio del Norge ancora in vita.
Memorie, queste, spesso legate a luoghi storici, fra cui quello in cui tra il 14 e il 15 aprile 1926, avvenne lo scalo tecnico del Norge a Oslo-Ekeberg, ma anche la base avanzata di Ny-Alesund nelle isole Svalbard e le stesse dimore storiche dei membri della spedizione, come ad esempio la casa di Roald Amundsen a Uranienborg e quelle di Umberto Nobile a Roma, Lauro ed Eboli.

Altro tema esplorato da alcune relazioni presentate nel corso dell’evento è stata l’eredità lasciata dalla spedizione del 1926, a poco meno di un secolo dal suo svolgimento, nell’educazione delle nuove generazioni e nei rapporti culturali e di amicizia fra Italia, Norvegia e Russia.

Successivamente, il 15 aprile scorso, è stata la volta della Nord University di Bodø (Norvegia) che ha ospitato e organizzato un webinar di carattere scientifico e liberamente aperto al grande pubblico, che è stato presieduto dal professor Steinar Aas, docente associato di Storia Contemporanea presso l’ateneo norvegese, con la partecipazione di studiosi e rappresentanti istituzionali norvegesi e italiani.
Una curiosa coincidenza temporale: il seminario è stato organizzato quasi esattamente novantacinque anni dopo il breve scalo effettuato dal Norge a Ekeberg (località nei pressi di Oslo), durante il percorso della spedizione del dirigibile.

Gli incontri culturali invece si sono aperti il 23 aprile scorso con una “Transvolata dei Saperi” (il nome dell’evento curato dall’associazione culturale Terre Vivaci) durante la quale Adriana Migliucci ha incontrato virtualmente tre futuri laureandi dell’Università Europea di Roma che hanno sviluppato le proprie tesi di laurea sul tema del Polo Nord, intervallati da vari estratti delle memorie di Umberto Nobile e del suo viaggio sul NORGE, interpretate e narrate dall’attore Antonio Migliucci.
Nella settimana seguente (30 aprile), con l’approfondimento più prettamente tecnico è stato il protagonista dell’incontro con Nicola Masi, presidente dell’Associazione Dirigibili Archimede, con il quale si è parlato della costruzione e del lancio dei dirigibili scientifici (mezzi che vedevano il nostro paese, agli inizi del secolo scorso, come la nazione al vertice a livello mondiale), ma anche della programmazione e la pianificazione del volo del Norge, rese ancora più importanti a causa delle condizioni atmosferiche problematiche che dovette affrontare il dirigibile nel suo lungo viaggio.

Di grande rilevanza anche l’ultimo incontro culturale del 7 maggio scorso che ha visto coinvolto il CERN di Ginevra e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nelle persone di Paola Catapano (alla guida del progetto “PolarQuest 2018” da cui è stato tratto il recentemente premiato docu-film Nanuq), e la professoressa Luisa Cifarelli, docente di Fisica Sperimentale presso l’Università di Bologna, che hanno raccontato la “caccia” ai raggi cosmici con i dirigibili e le barche a vela, trattando un argomento molto complesso in un modo semplice, avvincente e fruibile anche ad un pubblico non del settore senza mai perdere il rigore della scienza.


La Società Geografica Italiana al fianco del GREAL nel progetto “Shadow of NORGE”

In conclusione, sono da menzionare in particolar modo i due significativi eventi internazionali organizzati dal progetto “Shadow of NORGE” con il patrocinio e il supporto della Società Geografica Italiana, tramite i quali si è evidenziata la determinazione di creare una sinergia volta allo sviluppo di uno storytelling che permetta il dialogo tra le tecnologie ed i musei, diventando il trampolino di lancio per quello sviluppo tecnologico di cui si sente spesso parlare.

Nel primo evento del 27 aprile scorso, diretto dal professor Gianluca Casagrande del GREAL (Geographic Research and Application Laboratory) dell’Università Europea di Roma e direttore scientifico del progetto “Shadow of NORGE”, i documenti e le memorie del passato dell’impresa del NORGE sono stati i protagonisti del dibattito, nella loro trasposizione e analisi in chiave moderna con attenzione minuziosa ai dettagli che hanno caratterizzato il volo transpolare.
Al webinar hanno avuto modo di partecipare tutte le istituzioni accademiche dei paesi membri dell’equipaggio: il professor Steinar Aas per la Nord University, la dottoressa Irina Stont, direttrice del The Icebreaker Krasin Museum di San Pietroburgo (Russia), il professor Andres Bache (Nord University) con cui è stato possibile rendere la dimora di Roald Amundsen ad Uranienborg accessibile al grande pubblico grazie alle nuove tecnologie e il Colonnello Adelio Roviti, direttore del Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, con cui è stato possibile fare un tour virtuale della struttura.

Fonte: Shadow of NORGE

Per la Società Geografica Italiana sono inoltre intervenute le professoresse Margherita Azzari e Patrizia Pampana che hanno portato alla luce numerosi documenti della missione del Norge custoditi all’interno degli archivi della Società Geografica Italiana.
La dottoressa Alessia Glielmi, poi, ha illustrato ai presenti il progetto “Polar Memory” portato all’interno del CNR, mentre il professor Arturo Gallia, docente di Geografia presso l’Università degli Studi Roma Tre, ha trattato del riconoscimento dei luoghi mediante i nuovi sistemi di cartografia (Qgis).
Roberta Rodelli, infine, ha presentato e l’applicazione del progetto Shadow of NORGE al pubblico presente con notevole interesse dei partecipanti.

Il secondo e ultimo webinar del 12 maggio scorso, dal titolo “The Pole and the Beyond”, ha avuto inizio con i saluti e i ringraziamenti dall’ambasciatrice della Norvegia in Italia Margit Tveiten.
È poi proseguito con la relazione di Petter Johannesen, esploratore nonché pronipote di Roald Amundsen, sulle prospettive di ripercorrere il viaggio del dirigibile Norge in maniera sostenibile e proiettata verso il futuro e alle nuove possibili frontiere dell’esplorazione polare messe in campo dalla società svedese OceanSky Cruises partendo dalla storia in modo da ricreare un percorso verso nuove spedizioni al Polo Nord (previste e prospettate dall’azienda per il 2023, anno nel quale sarebbero intenzionati ad organizzare la prima crociera artica).

Una considerazione finale, a lavori conclusi: il dirigibile Norge fu e rappresentò il primo mezzo utilizzato dall’uomo per svolgere un volo transpolare e per raggiungere i ghiacci inesplorati dell’Artide, e a distanza di novantacinque anni rappresenta un evento precursore degli importanti progressi di natura scientifica nell’area geografica in questione.
A quasi un secolo di distanza, e con le nuove sfide che vedono coinvolti i Paesi del mondo, la memoria storica di eventi e uomini che lasciarono un segno indelebile nel loro passare su questo mondo deve essere preservata e trasmessa alle generazioni di oggi e quelle del domani.
L’intervento – e il continuo aggiornamento – delle nuove tecnologie e della stessa comunicazione digitale devono coinvolgere con ancora più forza ed energia la branca della comunicazione storica.
Quest’ultima, a sua volta, dovrebbe essere tra le prime, se non addirittura la prima, a “volare in alto” verso le nuove tecnologie allo scopo di poter mantenere accesa e vivida la fiamma della conoscenza e della memoria, affinché figure come Umberto Nobile e Roald Amundsen possano ancora essere, dopo così tanti anni, ancora motivo di ispirazione.


Giulia Vinci per www.policlic.it

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