L’Uomo e la Natura raccontati attraverso i cortometraggi – Carlo Conversano presenta Ortometraggi Film Festival (OFF)

L’interesse e l’attenzione che Policlic.it ha dedicato alla prospettiva culturale del cinema in questi due anni (tra la copertura giornalistica dell’IRISH FILM FESTA e le analisi tematiche legate alla Settima Arte del passato e del presente) ha catturato l’attenzione di un altro progetto cinematografico. Un progetto giovane, giovanissimo anzi (poco meno di due anni di attività), molto propositivo e ambizioso, ma con uno scopo ben delineato. Questa è la storia di un’idea nata nell’ottobre del 2017 presso il Politecnico di Torino, luogo d’incontro di due studenti e una studentessa di Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione: Leonardo Moiso, Carlo Conversano e Matilde Ugolini.

Il Piemonte, la Romagna e il Salento sono le loro terre natie, il Politecnico è il luogo in cui si sono conosciuti (già con delle lauree alle spalle). Il desiderio comune di raccontare il legame dell’uomo con la Terra è stato il motore che ha trasformato l’idea di Carlo Conversano in Ortometraggi Film Festival – OFF, un evento capace di legare il cinema alle tematiche sempre più rilevanti dell’ambiente, in una visione più approfondita, ricercata e profonda che vada a trattare le grandi questioni come il vivere quotidiano dell’Uomo con il territorio che lo circonda.

L’interesse reciproco tra questa realtà e la nostra redazione si è tramutato in una lunga e stimolante conversazione con Carlo Conversano. Un incontro in cui ci si è voluti confrontare sul cinema e sulla recente attualità in tema di difesa ambientale, con significativi spunti di riflessione.



Carlo Conversano, grazie mille per aver accettato il nostro invito.

Partirei dalla domanda più immediata: cosa è l’Ortometraggi Film Festival?

Ortometraggi Film Festival – OFF è un festival di cortometraggi dedicato al rapporto tra l’Uomo e la Natura in un senso molto ampio, non legato ovvero ai soli cambiamenti climatici che si stanno verificando nel nostro pianeta, ma anche al concreto nonché diretto rapporto dell’uomo con la terra che lo circonda, con il luogo in cui vive e con le proprie radici. Un rapporto che vogliamo raccontare tramite la nostra rassegna in vari modi, soffermandoci tanto sul legame dell’uomo con la natura, ma anche dedicando spazio a chi vuole raccontare le ultime scoperte scientifiche e agricole nonché le tecniche di coltivazione sostenibile. Questo progetto è nato nell’ottobre 2017 all’interno dell’evento Borgoinfesta, un eco-festival creato dall’Associazione Ngracalati di Angelo Pellegrino che da quindici anni coinvolge attivamente la località di Borgagne nel Salentino in una “rINvoluzione” dove la musica, l’arte, la cultura e il cibo salentino si uniscono in un connubio tra il passato e il futuro.

Ma questo evento non aveva mai avuto un festival cinematografico al suo interno; da questo presupposto sono quindi partito assieme a due miei amici e colleghi del Politecnico di Torino, Leonardo Moiso e Matilde Ugolini, abbracciando completamente l’idea di Angelo Pellegrino per un festival di cortometraggi, un evento che coincidesse armoniosamente, in tutto e per tutto, con Borgoinfesta. Una festa rigorosamente all’aperto in un contesto conviviale e volto a coinvolgere attivamente i cittadini e gli spettatori, in modo del tutto gratuito, nella visione delle pellicole da noi selezionate e presentate in rassegna. La sigla OFF assume un significato ambivalente non limitato alla intuibile unione delle iniziali della nostra rassegna ma anche, prendendo in prestito la parola inglese “OFF”, a rappresentare la lontananza delle nostre vite rese sempre più frenetiche – includo anche la mia – dalla semplicità e l’armonia con l’ambiente che ci circonda.

I volti di Ortometraggi Film Festival – OFF: da sinistra verso destra, Leonardo Moiso (Organizzatore e UX Designer), Carlo Conversano (Direttore Artistico) e Matilde Ugolini (Organizzatrice)

Ci faresti un riassunto dell’edizione dello scorso anno? Come è stato accolto l’esordio di OFF?

È stato un successo inaspettato! Il pubblico di Borgoinfesta è rimasto stupito e sorpreso dalla novità rappresentata dal nostro festival e ha apprezzato moltissimo il nostro lavoro, un lavoro che ha coinvolto addirittura una giuria d’eccezione con illustri firme del mondo della critica cinematografica e del giornalismo nella premiazione dei migliori cortometraggi dello scorso anno.

L’apprezzamento delle persone coinvolte in questa prima edizione della rassegna è stato per noi molto istruttivo e ci ha aiutato a lavorare per migliorare ulteriormente l’Ortometraggi Film Festival come abbiamo fatto per questa seconda edizione. Quest’anno, infatti, abbiamo deciso di arricchire il concorso dividendolo in tre categorie di cortometraggi, ovvero i documentari, i lavori di animazione e le fiction, e aggiungendo una sezione per i fuori-concorso.
Di queste tre categorie, l’animazione è quella che coinvolge attivamente sia i documentari che le stesse fiction in quanto cambia il modo di raccontare una storia nel passare tra i generi diversi. Diversamente, la categoria dedicata ai documentari va a presentare delle storie legate alle diverse culture e ai diversi modi di vivere il rapporto con la terra. Ripensando all’edizione dello scorso anno, mi piacerebbe portare come esempio il cortometraggio “I Campi Sperimentali di Ercole Maggio”, pellicola vincitrice della rassegna diretta del regista Christian Manno che racconta tanto la (ri)scoperta dei cosiddetti “grani antichi”, quanto le tecniche di questo agricoltore e lo studio di queste sementi da lui portato avanti allo scopo di proteggerle. I fuori-concorso, invece, hanno tematica sociale, parlano dell’uomo in quanto tale, cultura, tradizioni o problematiche della società attuale.

Il successo dello scorso anno ci ha portato anche a stringere delle importanti collaborazioni con altre rassegne cinematografiche italiane ed estere, come avvenuto con il Kinookus Food Film Festival di Ston (Croazia) e il Food Film Festival di Milano.
Abbiamo inoltre stretto una collaborazione anche con Quasi Cinema, un progetto di distribuzione cinematografica dei cortometraggi portato avanti dalla Regione Puglia grazie al quale sarà possibile distribuire le pellicole del festival nel circuito sia nazionale che locale. Un altro traguardo è stato la collaborazione con l’Apulia Film Commission che vede la proiezione dei fuoriconcorso nel Cineporto di Lecce. Infine, tra le altre collaborazioni, possiamo includere anche Policlic.it che possiamo comunicare sarà uno dei nostri media partners della rassegna.

Il regista Christian Manno (al centro, nda), mostra il primo premio della prima edizione di OFF, realizzato da Lucio Conversano (a sinistra, nda), assieme al Presidente Angelo Pellegrino (a destra, nda).

L’interesse reciproco tra Policlic.it e OFF è nato nel mezzo della dodicesima edizione dell’IRISH FILM FESTA (seguita dalla nostra redazione nelle ultime settimane) che ha visto anche la proiezione del documentario “The Lonely Battle of Thomas Reid”. Questa pellicola ha raccontato “uno spaccato dell’Irlanda rurale, di quell’Irlanda ancora legata ad un modo di vivere semplice, in cui la giornata viene scandita dalla cura dei propri animali e del proprio raccolto. Un’Irlanda che lentamente e inesorabilmente scompare con l’arrivo di grandi fabbriche portatrici di sviluppo, opportunità lavorative, “benessere” e profitti, ma anche di inquinamento massiccio, avvelenamento delle falde acquifere e dei terreni e in alcuni casi di un deterioramento della qualità della vita”. Al di là del contesto specifico del mediometraggio, le aspirazioni dell’OFF – nonché le tue aspirazioni personali – sono indirizzate alla riscoperta della semplicità e della bellezza del legame dell’uomo con la terra?

Assolutamente sì, per noi tutti è essenziale riscoprire la bellezza della vita semplice, di quei lavori e mestieri che vengono sempre più abbandonati, snobbati e dimenticati mentre ci perdiamo (io per primo) in un mondo sempre più veloce e immediato. Crediamo inoltre che sia importante poter volgere nuovamente il nostro sguardo verso le nostre origini e il nostro festival vuole dare risalto ai valori della terra che non necessariamente sono “positivi”: dietro la terra, infatti, ci sono sì i frutti raccolti, ma anche il lavoro massacrante, il sudore che gronda lungo la fronte e la fatica quotidiana delle persone che lavorano nei campi, e ci può essere anche il dolore e la sofferenza. Un altro cortometraggio vincitore della prima edizione di OFF ha raccontato in particolar modo questo ultimo connubio: mi riferisco cioè a “Carne e Polvere”, diretto da Antonio La Camera, che è la storia di un contadino dedito con amore e passione al lavoro faticoso della propria terra resa drammatica da un evento imprevisto che distrugge senza alcuna pietà il raccolto da questi coltivato.

I lavori che hanno a che fare con la terra
 quindi, nella recente cronaca come nel cortometraggio che ho voluto citare ad esempio, sono mestieri che di rado vengono retribuiti in modo corretto: basti pensare ad esempio ai mesi di passione che hanno visto coinvolti i pastori e gli allevatori in Sardegna, uniti nella protesta e nelle manifestazioni contro i prezzi irrisori di vendita del latte prodotto dalle proprie pecore e capre.

I pastori sardi fanno un lavoro estenuante e faticoso dal punto di vista fisico e per lungo tempo sono stati pagati con pochi centesimi al litro per colpa del sistema della grande distribuzione che a malapena li faceva rientrare dei loro costi, portandoli all’esasperazione, agli scioperi a oltranza e a riversare per strada il frutto del loro lavoro. La ricompensa che il rapporto con la terra porta all’uomo non è unicamente di natura economica, ma consiste anche nell’avere i frutti del proprio lavoro e, soprattutto, una gratificazione personale nel sentirsi in armonia con la Terra. Ma la semplicità e la ruralità non sono elementi che si ritrovano unicamente nelle campagne: si può vivere in armonia con la terra anche vivendo in città.

Nello specifico, quindi, come viene utilizzata l’arte cinematografica, con il suo linguaggio fatto di celluloide, sequenze e inquadrature, per raccontare la Terra e l’ambiente?

Per rispondere a questa domanda, mi farebbe piacere poter raccontare una delle novità del nostro festival, il progetto OFF – School Edition, che lega il nostro festival alle scuole sia da un punto di vista formativo che da un punto di vista analitico e creativo.
È un progetto che, al momento, vede coinvolti l’Istituto Comprensivo “Rina Durante” di Melendugno e il Liceo Artistico “Pietro Colonna” di Galatina, oltre anche ad una scuola di Lecce e al Liceo Cottini di Torino, ma che sta continuando a crescere e a vedere una partecipazione sentita delle stesse scuole.

OFF – School Edition si struttura come un progetto articolato in base all’età degli studenti: nelle classi degli istituti scolastici di livello inferiore, assume una funzione formativa ed educativa alla sensibilizzazione sul tema della tutela ambientale e sul rapporto dell’uomo con la terra; per quanto riguarda le scuole superiori (e nello specifico i licei artistici coinvolti nel progetto), ci dedichiamo anche all’analisi tecnica delle pellicole presentate, coinvolgendo gli studenti nello studio e la comprensione delle tecniche utilizzate nell’animazione (peculiarità della computer grafica e delle animazioni 2D e 3D), delle riprese e delle diverse tipologie d’inquadrature. In questo senso quindi, ci dedichiamo alla comprensione del linguaggio cinematografico utilizzato per trasmettere il senso del nostro festival e, in aggiunta, al termine di questi incontri con le scuole proponiamo loro anche la possibilità di elaborare un lavoro cinematografico dedicato alle tematiche da noi trattate,possibilità che tra l’altro ha permesso in alcuni casi di vedere questi lavori inseriti nella categoria fuori-concorso.

Il Direttore Artistico di Ortometraggi Film Festival – OFF Carlo Conversano assieme al regista Christian Manno e all’imprenditore Ercole Maggio in un incontro presso l’I.C. “Rina Durante” di Melendugno.

La tutela dell’ambiente e la difesa del pianeta Terra sono temi tornati prepotentemente di attualità negli ultimi tempi grazie a figure d’impatto come la giovane attivista svedese Greta Thunberg. Cosa pensi a riguardo? Gli sforzi della politica internazionale (COP21 di Parigi 2015, COP24 di Katowice 2018) sono sufficienti o gli interessi delle superpotenze (USA e Cina in primis) rallentano e bloccano l’implementazione di politiche più sensibili verso la riduzione delle emissioni inquinanti?

Una domanda molto tosta questa! [ride, nda] Prima di tutto ritengo che sia fondamentale che ci siano delle voci come quella della giovane Greta, che portino avanti battaglie su temi di questa rilevanza, facendosi portabandiera di un valore universale non legato a interessi specifici ma all’interesse dell’umanità: la difesa del nostro pianeta. Il suo messaggio sta assumendo un grande impatto nella politica internazionale e sta portando centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo a scendere in piazza per lanciare un segnale netto ai governi, come è avvenuto durante il recente Fridays for Future.

Vorrei poi aggiungere che, sebbene la mia conoscenza delle risoluzioni da te citate non sia così approfondita, credo che il fatto che ci siano stati questi accordi sia comunque un buon segnale, perché dimostrano che l’argomento è sempre più oggetto di dibattito nel mondo. Ma il fatto che se ne stia discutendo deve ora portare a qualcosa di più. Credo che sia giunto il momento anche di agire, perché siamo arrivati a un punto in cui è necessario agire. È chiaro che nel momento in cui viene toccata la questione dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale siano molti gli interessi coinvolti, ma forse anche per questo ritengo che sia tempo di avere il coraggio di agire ugualmente contro questi ostacoli.

Per metterla in una maniera più semplice, penso che un’azione come quella portata avanti da Greta possa letteralmente aprire gli occhi e ridestare le persone dal torpore nel quale possono aver vissuto, anche nelle cose più piccole che fanno parte del nostro quotidiano. Un altro esempio? Le buste di plastica non biodegradabili bandite nel nostro Paese: parliamo di tutto quello che è il ciclo produttivo della plastica e di tutti gli effetti legati alla produzione della plastica, che ai tempi della sua scoperta e creazione è stato sicuramente un materiale innovativo e rivoluzionario per tanti aspetti ma che, allo stato attuale (decisamente critico) delle cose, deve lasciare posto ad alternative a minor impatto ambientale, ma soprattutto a un suo utilizzo minore nelle nostre società.

Un ulteriore appunto: come studente (e laureato) della facoltà di Ingegneria, comprendo con molta chiarezza e interesse le novità e il loro potenziale innovativo, ma penso che ormai in molti casi si abusi del termine “innovazione”. Non credo, infatti, che a ogni innovazione, a ogni scoperta, si debba necessariamente collegare il progresso immediato della società. È necessario comprendere le nuove scoperte, ci deve essere un’educazione circa i nuovi strumenti ed elementi che vengono messi a disposizione della comunità, non devono essere necessariamente immessi da subito nel nostro sistema. In breve, bisogna comprendere le nuove scoperte prima di poterle utilizzare.

Ci avviamo al termine di questa nostra panoramica sull’OFF e allora ti chiedo, Carlo, se ci sono delle ulteriori informazioni che vuoi lasciare ai nostri lettori sull’incombente festival da te organizzato.

Innanzitutto, la data: l’Ortometraggi Film Festival – OFF si terrà dal 7 al 9 giugno Borgagne (tra Lecce e Otranto) e avrà, in aggiunta, una proiezione straordinaria per la serata del 30 maggio, dalle 19.00 alle 23.00, presso il Cineporto di Lecce (Via Vecchia Frigole, 36) nella quale verranno proiettate le pellicole fuori concorso di questa seconda edizione, pellicole a tematica sociale. La proiezione dei cortometraggi delle scuole, insieme ad altri fuori-concorso sarà la mattina del 7 giugno (dalle 9.00 alle 13.00), sempre presso il Cineporto dell’Apulia Film Commission.

La scadenza per presentare i cortometraggi alla seconda edizione del nostro festival è fissata al 22 aprile 2019. Ci rivolgiamo a tutti i cineasti italiani e stranieri, professionisti e amatori che abbiano voglia di raccontare una storia e la propria visione legata alla natura e alla terra.

La squadra dell’Ortometraggi Film Festival – OFF incontra il Food Film Festival di Milano e il festival rurale Corto e Fieno

Grazie mille per la tua disponibilità e diamo quindi appuntamento all’Ortometraggi Film Festival!

Grazie mille a te a voi di Policlic.it, invito i lettori e i curiosi a trascorrere l’estate in nostra compagnia, tra il festival e la cornice di Borgoinfesta: siamo anche gli apripista dell’Estate Salentina, un motivo in più per “scendere” in Salento! 



Guglielmo Vinci 
per www.policlic.it

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