Trionfo per Ciúnas/Silence e vittoria per The Wiremen nei premi di miglior cortometraggio dell’ultima giornata dell’IRISH FILM FESTA “in short”

Trionfo per Ciúnas/Silence e vittoria per The Wiremen nei premi di miglior cortometraggio dell’ultima giornata dell’IRISH FILM FESTA “in short”

Questa Domenica appena trascorsa ha rappresentato l’ultima giornata di questa edizione digitale dell’IRISH FILM FESTA in short.

La “novità” nella storia di questa rassegna cinematografica ha riscosso una grande partecipazione da parte del pubblico (gli organizzatori parlano di 450 persone che hanno visto le pellicole nei tre giorni dell’evento), un segno molto importante ed incoraggiante che indica come il pubblico, nonostante la situazione “straordinaria” venutasi a verificare, si sia voluto stringere attorno alla FESTA e continuare a sostenerla assistendo a delle piacevoli giornate di cinema, anche se nell’insolita comodità delle proprie abitazioni.

Nell’ultimo atto di questa edizione, ci è stato possibile seguire gli ultimi sei cortometraggi rimasti dei diciotto in concorso, prima che iniziasse l’attesa per i risultati della giuria internazionale dell’IRISH FILM FESTA sull’assegnazione dei premi di miglior cortometraggio Live Action ed Animazione che hanno decretato la vittoria del dramma Ciúnas/Silence e del corto animato The Wiremen.

Attraverso il nostro corrispondente di queste giornate, poi, abbiamo anche dato il nostro contributo per il terzo premio (il “Premio del Pubblico”) stabilito dagli stessi spettatori dell’evento, esprimendo il nostro giudizio sulle pellicole sul sito www.irishfilmfesta.org (la votazione si è conclusa allo scoccare della mezzanotte odierna).
A riguardo, possiamo riportare come i risultati pubblicati da qualche minuto sul sito stamani abbiano decretato la vittoria ex aequo del lavoro di Tristan Heanue (che ottiene così un ulteriore riconoscimento per la sua pellicola) e del cortometraggio drammatico Cynthia del regista Jack Hickey (qui il nostro giudizio sulla pellicola).


I cortometraggi della giornata
PromossiRimandati e Bocciati di Guglielmo Vinci

BREAK US (Irlanda, 2019) = Promosso

Un bel lavoro, quello della regista dublinese Rioghnach Ní Ghrioghair, al suo secondo lavoro alla regia dopo Neon. Un lavoro che ci porta all’interno delle dinamiche di coppia tra Mark (Gavin Drea) e Sophia (Danielle Galligan), mentre pianificano e tentano un colpo in un ufficio postale nella contea di Meath, nel mezzo di un diluvio tipicamente irlandese.

Il risultato viene stroncato dalle profonde differenze caratteriali tra i due personaggi, riscontrabili anche nella stessa gestione dell’azione criminale: estremamente impulsivo e violento il primo, fredda e razionale la seconda. Un colpo di scena finale garantisce al cortometraggio, lungo poco più di nove minuti, uno slancio inaspettato a livello narrativo.


PARTING GIFT (Irlanda del Nord, 2018)
= Rimandato

Qualche sprazzo di energia punk in un lavoro “che non graffia”, ecco come si può descrivere il lavoro di meno di dieci minuti diretto dal regista Paul Kennedy.
Una storia, quella di Parting Gift, che nasce, si sviluppa e muore attorno a una panchina in un parco, in cui la giovane Polly (Hayley McQuillan) incontra un senzatetto di nome Neil (Stuart Graham), che si avvicina incuriosito dalla maglietta di un gruppo punk indossata dalla ragazza, gruppo che poi si scoprirà essere stato fondato proprio da quell’uomo. Una conoscenza casuale che accresce con il passare del tempo, scandito dagli incontri su quella panchina tra i due personaggi. Un’importante rivelazione sul finale del corto – a mo’ di colpo di scena conclusivo – non riesce tuttavia a dare quella spinta necessaria in un lavoro molto statico e piatto, che si conclude forse troppo presto. Peccato.


MAYA (Irlanda, 2019)
= Promosso

Nella corsa alla possibile vittoria del premio per il miglior cortometraggio live action si inserisce prepotentemente anche il lavoro della regista Sophia Tamburrini, fantascientifico, ma con possibili risvolti di natura filosofica, come il titolo (un rimando a Schopenhauer?).
La regista ci presenta un dramma di poco più di sedici minuti in cui vengono trattati vari temi come la simulazione (o la fuga) dalla realtà e il legame tra l’uomo e la tecnologia. Il corto inizia in quella che sembra essere una tranquilla giornata tra padre e figlia, tra Ken Power (Pat Shortt) e la neomamma Sarah (Hannah Mammalis, attrice già presente nella pellicola The Drummer and The Keeper presentata nella scorsa edizione dell’IRISH FILM FESTA).

L’intervento di un glitch informatico però riporta l’attenzione alla reale situazione del racconto, ovvero quella che si sta vivendo all’interno di una sala medica in cui dei dottori osservano il flusso dei ricordi dell’uomo, attaccato da oltre due anni a una simulazione medica (a pagamento) chiamata, per l’appunto, “Maya”. La simulazione “maschera” il traumatico ricordo della morte della giovane figlia in un incidente stradale (al punto che Sarah appare in attesa di un bambino).

THE GRASS CEILING (Irlanda, 2019) = Promosso

Il primo documentario di questa edizione è un racconto al femminile, diretto dalla regista Iseult Howlett, che in quasi un quarto d’ora presenta le testimonianze cariche di trasporto e coinvolgimento di tre talentuose sportive irlandesi provenienti dal rugby, dal camogie (l’hurling femminile) e dal calcio. Le atlete raccontano davanti alla telecamera di come abbiano dovuto affrontare il proprio inserimento in sport di squadra definiti “da maschi” facendo affidamento sulla propria passione, sul proprio coraggio e sulla quotidiana determinazione agonistica (dagli allenamenti alle partite in campo) per superare determinati concetti e visioni stereotipate sulla figura (letteralmente, sulla figura corporea, elemento rimarcato in alcuni passaggi del corto) delle donne all’interno di determinati sport di squadra.


THE VASECTOMY DOCTOR (Irlanda, 2019)
= Promosso

Il secondo ed ultimo cortometraggio documentaristico, diretto da Paul Webster, racconta in poco più di dieci minuti la vera storia del dottor Andrew Rynne, il primo vasectomologo d’Irlanda e nella storia d’Irlanda (paese la cui forte tradizione cattolica ha per lungo tempo avversato – anche con l’ausilio dell’intervento statale – varie pratiche tra le quali quella della vasectomia chirurgica).

Un racconto lineare di un personaggio chiaramente sconosciuto a chi scrive, che riserva anche un attimo di inaspettata e scaramantica ilarità all’interno di un evento che poteva divenire tragico per il dottor Rynne: nel 1990 fu vittima di un attentato da parte di un assalitore, precedentemente operato di vasectomia dallo stesso Rynne, che era intenzionato ad ucciderlo, ma riuscì miracolosamente a sopravvivere anche grazie alla pessima mira dello stesso assalitore.

THE WIREMEN (Irlanda, 2018) = Promosso

Come ultimo cortometraggio d’animazione in concorso, ci ritroviamo il lavoro diretto dalla regista Jessica Patterson: The Wiremen.

Ambientato nell’Irlanda rurale degli anni Sessanta, il corto ci mostra l’arrivo dell’elettricità nelle piccole comunità attraverso gli occhi e l’immaginazione infantile della piccola figlia di Brendan (Barry Ward, anch’egli ospite in numerose edizioni della FESTA).
Rosie va alla ricerca di una piccola fatina fuoriuscita dal libro di fiabe che stava leggendo, addentrandosi in luoghi sommersi dall’oscurità in cui abitano i temuti Wiremen, creature mostruose frutto dei racconti popolari della nonna.
Un gradevole passatempo che presenta alcune peculiarità nell’animazione, come i bellissimi fondali delle scene.


Nella serata conclusiva vincono i registi Tristan Heanue (Ciúnas/Silence) e Jessica Patterson (The Wiremen)

Si è dovuto attendere il tardo pomeriggio di Domenica per avere l’esito finale del voto della giuria internazionale scelta per questa edizione dell’IRISH FILM FESTA: l’annuncio, arrivato alle ore 19:00 attraverso le pagine social della rassegna cinematografica, ha decretato il trionfo del cortometraggio Ciúnas/Silence di Tristan Heanue per la categoria Live Action, e del lavoro della regista Jessica Patterson – The Wiremen –  per la categoria dedicata all’animazione.

Diversamente dalle scorse edizioni, i pronostici del nostro progetto editoriale (sfida a due tra la satira dissacrante di Father Father ed il corto fantascientifico Maya per il premio Live Action, e vittoria per il cortometraggio Streets of Fury nella categoria Animazione) non sono stati confermati dal parere della giuria internazionale dell’IRISH FILM FESTA chiamata a valutare le opere in concorso, che ha invece esaltato la sobrietà degli attori e la potenza della sceneggiatura” della pellicola di Heanue in quanto elementi capaci di restituire un ritratto sfaccettato delle dinamiche familiari e dei meccanismi di rimozione che mettiamo in atto per difenderci dalle nostre paure più profonde”, oltre ad aver apprezzato il corto di Jessica Patterson per “l’eccellente qualità dell’animazione, una sceneggiatura scritta con sensibilità e uno stile grafico meraviglioso, unico, ricco di immaginazione”.

Questo il nostro giudizio riservato al lavoro di Tristan Heanue durante la prima giornata di proiezioni:

Un altro gradito ritorno alla FESTA per Tristan Heanue, regista (ma anche attore, come in A Break In The Clouds) di questo cortometraggio di circa dodici minuti, recitato in lingua gaelica.
Come nella pellicola citata, anche in questo caso il giudizio è estremamente positivo, per un lavoro che racconta una storia che coinvolge lo spettatore e che ha ricevuto un grandissimo apprezzamento nei circuiti cinematografici internazionali. Una storia “rurale” e drammatica, ambientata nel Connemara, luogo in cui una coppia (Gary Lyndon e Ally Ni Chiarain) intraprende un viaggio per recarsi in un ospedale locale, per riprendere la figlia Rebecca (Hazel Doupe). Già nelle prime scene si osserva come il legame tra i due personaggi sia alquanto logoro, segno di una crisi in atto, legata anche alla figura della figlia, che tuttavia “sembra” portare in ogni caso una breve armonia nel riunito nucleo familiare. Un cortometraggio che gioca sulla presenza di poche battute e dialoghi tra i personaggi e sull’impatto e il valore narrativo dei silenzi. Unica pecca rappresentata dalla conclusione stessa della pellicola, che si interrompe d’improvviso nel pieno di una sequenza narrativa.

Un giudizio più “tiepido”, anche se comunque positivo, è stato da noi rivolto invece al cortometraggio The Wiremen della regista Jessica Patterson, vincitrice con la sua opera del premio di miglior cortometraggio d’animazione. Questo è stato il nostro parere:

Come ultimo cortometraggio d’animazione in concorso, ci ritroviamo il lavoro diretto dalla regista Jessica Patterson: The Wiremen.
Ambientato nell’Irlanda rurale degli anni Sessanta, il corto ci mostra l’arrivo dell’elettricità nelle piccole comunità attraverso gli occhi e l’immaginazione infantile della piccola figlia di Brendan (Barry Ward, anch’egli ospite in numerose edizioni della FESTA).
Rosie va alla ricerca di una piccola fatina fuoriuscita dal libro di fiabe che stava leggendo, addentrandosi in luoghi sommersi dall’oscurità in cui abitano i temuti Wiremen, creature mostruose frutto dei racconti popolari della nonna.
Un gradevole passatempo che presenta alcune peculiarità nell’animazione, come i bellissimi fondali delle scene.

Guglielmo Vinci per www.policlic.it

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