Vekkiminkia?

Vekkiminkia?

Ci si domanda spesso su quali possano essere state le ragioni che, nel corso degli anni, ci hanno condotto alla perdita quasi totale dei valori umani. Una di queste ragioni potrebbe essere la triste evoluzione che ha interessato la c.d. “terza età”. Il processo di inserimento degli anziani nella società 2.0 ha portato alla errata interpretazione del concetto di sviluppo (tecnologico e culturale) nonché alla strumentalizzazione del ruolo di mentore, gettando confusione e sconforto nelle file delle già deboli e inermi fasce di età giovanili.

Gli anziani, punti di riferimento e colonne portanti di cui i giovani hanno bisogno, son divenuti parti di un gioco che non garantisce vincitori. Son divenuti, altresì, schiavi di una società votata all’apparenza e alla frivolezza degli atteggiamenti. Pertanto, non mi sento di escludere a priori un nesso di causalità tra il fenomeno dei “Bimbiminkia” e il fallimento del ruolo pedagogico e fondante della “vecchia guardia”.

Ambasciatrice indiscussa di questo fallimento è senz’altro Maria de Filippi che, con il suo imbarazzante e deleterio programma televisivo (uomini e donne), regala alla nazione un’immagine distorta della verità. Anziani, probabilmente con una storia importante da raccontare, son chiamati ad essere dei mercanti di sentimenti, ridicoli attori di un film che molto si allontana dalla vita reale e che, altro non fa, se non renderli “dei poveracci” agli occhi di giovani bisognosi di guide.

Inscenare la debolezza e la vulnerabilità di questi individui, quindi, equivale a minare alla base il processo naturale di evoluzione umana capovolgendo il paradigma della vita e dando alle incompetenti e inesperte “nuove leve” il martello da giudice con il quale emettere false e premature sentenze.

Ristabilire i ruoli, ridare la dignità che merita il posto di vegliardo nella società e boicottare tutti i programmi televisivi spazzatura. Questi potrebbero essere alcuni punti cardine su cui concentrare la nostra attenzione per riportare quel complesso di valori tanto agognato da chi, come me, spera in una società migliore e in un avvenire fondato sul rispetto e sul “Progresso”.

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