Vekkiminkia?

Ci si domanda spesso su quali possano essere state le ragioni che, nel corso degli anni, ci hanno condotto alla perdita quasi totale dei valori umani. Una di queste ragioni potrebbe essere la triste evoluzione che ha interessato la c.d. “terza età”. Il processo di inserimento degli anziani nella società 2.0 ha portato alla errata interpretazione del concetto di sviluppo (tecnologico e culturale) nonché alla strumentalizzazione del ruolo di mentore, gettando confusione e sconforto nelle file delle già deboli e inermi fasce di età giovanili.

Gli anziani, punti di riferimento e colonne portanti di cui i giovani hanno bisogno, son divenuti parti di un gioco che non garantisce vincitori. Son divenuti, altresì, schiavi di una società votata all’apparenza e alla frivolezza degli atteggiamenti. Pertanto, non mi sento di escludere a priori un nesso di causalità tra il fenomeno dei “Bimbiminkia” e il fallimento del ruolo pedagogico e fondante della “vecchia guardia”.

Ambasciatrice indiscussa di questo fallimento è senz’altro Maria de Filippi che, con il suo imbarazzante e deleterio programma televisivo (uomini e donne), regala alla nazione un’immagine distorta della verità. Anziani, probabilmente con una storia importante da raccontare, son chiamati ad essere dei mercanti di sentimenti, ridicoli attori di un film che molto si allontana dalla vita reale e che, altro non fa, se non renderli “dei poveracci” agli occhi di giovani bisognosi di guide.

Inscenare la debolezza e la vulnerabilità di questi individui, quindi, equivale a minare alla base il processo naturale di evoluzione umana capovolgendo il paradigma della vita e dando alle incompetenti e inesperte “nuove leve” il martello da giudice con il quale emettere false e premature sentenze.

Ristabilire i ruoli, ridare la dignità che merita il posto di vegliardo nella società e boicottare tutti i programmi televisivi spazzatura. Questi potrebbero essere alcuni punti cardine su cui concentrare la nostra attenzione per riportare quel complesso di valori tanto agognato da chi, come me, spera in una società migliore e in un avvenire fondato sul rispetto e sul “Progresso”.

1 COMMENTO

  1. Tutto giusto, ma hai tralasciato il fattore -POLITICA-, è vero che la figura del vecchio saggio è una figura IMPORTANTISSIMA, per capirci, ti riferisci al famoso PASSAGGIO DELLE CONSEGNE O TRAMANDAMENTO DELLE CONOSCENZE, ma è vero pure che da 30 anni in qua vi è un disinteresse allarmante da parte delle ultime generazioni nei confronti delle attività politiche, infatti, in quest’ultimo ventennio abbiamo avuto dei governi farsa, forse che converrebbe riflettere un po cercando di rivangare (giusto o sbagliato che sia), le attività politiche conseguite con il movimento studentesco dei famosi anni di piombo? Oppure, magari, c’è da pensare che noi oggi paghiamo proprio quel periodo? Visto che chi sta al governo oggi non sono altro che i studenti del 68! Sono arrivato a 52 anni ed ho potuto tirare delle somme, nel mio piccolo, l’unico cambiamento che ho pouto notare è solo a livello tecnologico, mentre a livello di progresso “INTELLETTUALE”, vi è un decadimento proprio strutturale dell’UOMO, e la Maria de FILIPPIS è l’ultimo dei mali quando vedi che intorno a te, in qualsiasi posto che ti trovi, non vedi altro che “le vecchie, nuove e future generazioni” persi nel loro mondo virtuale…….forse che forse non sia per caso INTERNET il vero problema?

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