La diffusione del SARS-CoV-2 e i primi sconvolgimenti sociali È il 31 dicembre del 2019 quando le autorità cinesi riferiscono all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’esistenza di diversi casi di una sconosciuta malattia polmonare. L’epicentro dell’epidemia è Wuhan, un’enorme città di undici milioni di abitanti nel cuore dell’Hubei. Nel giro di pochi giorni i casi toccano quota 41 e il 7 gennaio le autorità cinesi assegnano al nuovo virus il nome di 2019-nCoV (in virtù dell’appartenenza del parassita intracellulare alla famiglia dei coronavirus[1]). Il 14 gennaio viene identificato il primo caso al di fuori dalla Cina, una donna thailandese rientrata da un soggiorno a Wuhan. In poco tempo cominciano a emergere i primi malati anche in Corea del Sud e in Giappone, mentre in Cina prende il via la conta dei decessi causati dal nuovo coronavirus. Il 20 gennaio le autorità sanitarie cinesi certificano la trasmissione virale da uomo a uomo, e non esclusivamente da animale a uomo...

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